nuovo video di george bush
(ANSIA) – Nel giorno dell’anniversario di quel tragico 11 settembre 2001 – e non è sicuramente un caso – il cowboy del terrore torna a mostrarsi in video. E minaccia ancora una volta nuove stragi in tutto il medio oriente e in tutto il mondo.
Poco da dire sul video, lo stile è quello che il mondo ha tragicamente imparato a conoscere: il terrorista è solo in una stanza pacchianamente arredata e bardata di bandiere a stelle e strisce, l’eloquio è biascicato, l’agghiacciante parlata nasale del Texas – remoto stato nel sud degli USA, sua zona d’origine, in cui si dice esista ancora la pena di morte per impiccagione – ripete le minacce di sempre, annuncia al mondo che le stragi non si fermeranno, che la guerra in corso è la più “importante di sempre” e che “i nemici della libertà” verranno stanati ovunque essi siano.
Parla in codice, George. Continua a scaricare le sue minacce su un certo Bin Laden, l’ex agente della cia morto in Pakistan da almeno due anni. Gli esperti ritengono che il suo rivolgersi continuamente a un morto non sia altro che un espediente retorico per estendere le sue minacce a chiunque e dovunque sulla terra. Se si aggiunge il fatto che il video è andato in onda nell’orario di massimo ascolto (con qualche appunto da muovere alla cnn e alle altre reti che, pur di aumentare gli ascolti, non mancano di diffondere i sanguinari proclami di Bush) ecco dimostrato che ormai i terroristi utilizzano le più raffinate tecniche di comunicazione e i più sottili espedienti psicologici.
Nel corso del video Bush minaccia direttamente la Siria e soprattutto, come sempre, il grande Satana: l’Iran. Definisce il Presidente Mahmoud Ahmadinejad “dittatore radicale e armato di armi nucleari”, contro di lui il petroliere terrorista chiama a raccolta le masse dell’Occidente per affermare la supremazia di quella che, secondo lui, è l’unica civiltà esistente al mondo: “questo non è uno scontro tra civiltà, ma piuttosto una lotta per la civiltà” conclude.
Questa volta George Walker Bush non ha minacciato direttamente l’Italia, gli analisti sostengono che non ci siano pericoli immediati per il nostro paese, considerato terreno di retrovia nello scontro mondiale e zona in cui gli uomini di George si possono muovere indisturbati e coperti dalle autorità locali, principalmente per rapire esponenti non graditi e far transitare ostaggi destinati ai luoghi di tortura sparsi per il mondo.
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