In time
» abbiamo visto | 13 aprile 2012, 13:41 | :: |
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In questo film si parla di rivolta. Rivolta contro una distopica società futura grottescamente iniqua, in cui pochi privilegiati vivono placidamente nel lusso in quartieri esclusivi a spese di una enorme massa di sfruttati che vive alla giornata, costretta a guadagnarsi da vivere lavorando o derubandosi l’uno con l’altro, piagata dalla rapacità di istituzioni finanziarie e governi che aumentano deliberatamente il costo della vita per mantenere l’equilibrio economico e tenere in piedi l’assurdo ordine sociale.
Dove mai questo Andrew Niccol possa aver tratto ispirazione per concepire un mondo del genere è mistero fitto.
La rivolta in questione ovviamente non è l’azione collettiva degli oppressi, sia mai!, ma l’opera di un uomo solo, animato da un innato senso di Giustizia apparentemente di origine genetica – ci aveva provato già suo padre – e naturalmente dall’ammore per una donnina bellissima con gli occhi verdi e la frangetta.
L’Ammore e la Giustizia vincono. La rivoluzione dell’eroe solitario trionfa grazie a una mossa scaltrissima che blocca il sistema e lo avvia alla distruzione: l’eroe e la sua bella compiono una serie di spettacolari rapine in banca e redistribuiscono il malloppo ai poveri attraverso le organizzazioni caritatevoli.
Maledetti minchioni.
[ Se proprio lo volete vedere: Magnet link ]
No Tav fino alla vittoria
» modern days | 1 marzo 2012, 01:34 | :: |
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Quella della tav in valsusa è una di quelle vicende che a un certo punto finiremmo per vedere in una puntata di report o di presadiretta, oppure raccontata dalla cantilena di un qualche travaglio. “… e allora il tale ha preso i soldi per fare un’opera inutile, se li è divisi con il talaltro in modo da essere tutti contenti e hanno fatto questa determinata “opera” costosissima che in realtà non serve a nessuno tranne che alle loro capienti saccocce. Alla spartizione ha partecipato la tale cooperativa legata al tale partito e la talaltra azienda mezza mafiosa legata al solito faccendiere dell’opposto schieramento. Hanno distrutto una valle che presentava questa e quella bellezza naturale, l’incidenza di quel certo tumore infamissimo è aumentata del tot percento, perché pare che sotto la montagna ci fosse l’amianto, eccetera eccetera eccetera…”
A questo punto noi ci indigniamo – che schifo, è veramente una merda, eccetera eccetera – dopodiche’ cambiamo canale e se ne parla la settimana prossima.
La razione di indignazione settimanale.
Wishful thinking
» modern days | 15 dicembre 2010, 13:57 | :: |
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Continua a leggereC’è stata solo una breve fase storica in cui le riforme si sono fatte e non promesse, in cui i diritti sociali si sono affermati e quelli civili allargati, in cui tutti hanno esercitato un qualche potere e si sono sentiti padroni della propria vita anche se erano semplici operai o studenti o impiegatucci. Sono stati gli anni ’70, e non è successo per miracolo divino o per graziosa concessione dei potenti. E’ successo precisamente perché per le strade, nelle scuole e nelle fabbriche capitavano cose come quelle che si sono verificate ieri a Roma, o l’altra settimana a Londra. Altri
Maurizio Landini
» modern days | 17 ottobre 2010, 11:51 | :: |
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Gran bella atmosfera a piazza San Giovanni ieri, amici. Numeri da primo maggio e scatto d’orgoglio quasi commovente da parte della working class del mondo occidentale che più ha subito il massacro del tardocapitalismo.
Ci è piaciuto.
Qua sotto l’intervento conclusivo di Maurizio Landini. Vale la pena ascoltarlo tutto fino alla fine, è stato un discorso lucido, asciutto e molto politico nel quale – tra le altre cose – viene delineato un programma che in un paese normale, nella situazione attuale di crisi, potrebbe essere il programma di minima di un partito moderato di centrosinistra. Invece Landini e la Federazione Impiegati e Operai Metallurgici sembrano degli alieni sbarcati dal pianeta rosso. Quelli che dovrebbero fare la sinistra parlano, quando va bene, di poesia narrazioni bellezza facebook e amenità varie. Notevole la performance di Andrea Rivera che, apprendiamo, prima di finire in video ha fatto anche l’operaio, “quinto livello metalmeccanico, c‘è qualcuno qui di quinto livello?“.
Un bel momento anche quando Epifani ha preso la parola e, mentre iniziava l’intervento, gli veniva srotolato davanti al grugno uno striscione di quaranta metri con scritto SCIOPERO GENERALE a caratteri cubitali.
L’umore della piazza dovrebbe essere stato abbastanza chiaro anche a lui.
Il volto dell'uomo nero
» modern days | 17 ottobre 2010, 11:45 | :: |
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Quest’uomo, già militante di Democrazia Proletaria, poi capoccia padano, poi capo della formazione paramilitare delle camicie verdi, è oggi il responsabile di rastrellamenti etnici, campi di concentramento per senza carte, marchiature di bambini e ultimamente di una demenziale operazione di controllo sociale che non nasconde altro che l’ennesimo piacere fatto agli amici banchieri, la cosiddetta tessera del tifoso.
La scorsa settimana questo individuo ha deliberatamente permesso che mille cetnici attraversassero tutta la padania (!) per arrivare a Genova, seminare il panico in città, entrare armati di tronchesi spranghe e bombe carta in uno stadio dove generalmente viene impedito anche ai bambini di portare le bandierine, interrompere una partita di pallone, propagandare nazionalismo e odio etnico e mettere in scena uno show a beneficio di televisione e giornali.
Gentrification 1 / Bruciare le macchine
» modern days | 27 luglio 2010, 00:57 | :: |
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IL SITO BRENNENDE-AUTOS.DE raccoglie epitaffi in memoria delle auto andate a fuoco in giro per Berlino dal 2007 a oggi. Sono riportate data di morte, marca e modello di ognuna e il luogo esatto in cui l’incendio è avvenuto, convenientemente segnalato su una googlemap.
Negli ultimi tre anni a Berlino sono state date alle fiamme nottetempo più di cinquecento auto, per lo più di grossa cilindrata. In pratca ogni due o tre mattine si rinviene una vittima. Un’occhiata alla mappa di brennende-autos rivela che la zona in cui si addensano maggiormente i landmark degli incendi corrisponde all’incirca al semicentro della ex Berlino Est. I quartieri di Prenzlauer Berg, Friedrichshain, Neukolln, ovvero quelli più interessati alla gentrificazione massiccia degli ultimi anni: il fulcro della cultura antagonista e radicale della capitale tedesca che fondi di investimento internazionali e speculatori locali e stranieri si stanno comprando pezzo per pezzo. Ultimamente a farla da padroni ci sono britannici e irlandesi attirati dai prezzi più bassi che una capitale occidentale possa offrire e dallo scoppio delle bolle immobilari nei luoghi d’origine (almeno gli irlandesi).
Enjoy Kragujevac
» general | 24 luglio 2010, 10:19 | :: |
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Il Paese non esiste più, l’abbiamo incoraggiato a dividersi e poi osservato dilaniarsi. Era un luogo relativamente prospero, adesso la gente fa la fame. Good for us! Prima gli abbiamo bombardato la fabbrica e i lavoratori l’hanno difesa a rischio della vita, adesso possiamo pagarli 400 euri al mese per lavorare per noi e ci devono anche dare i soldi, altrimenti niente. Al tempo stesso li teniamo sotto ricatto per qualsiasi cosa, a partire dai visti per viaggiare, e di tanto in tanto ci prendiamo un altro pezzetto di territorio da dare in gestione alla mafia [ 1 | 2 ] in modo che ricicli per noi il danaro al riparo da sguardi indiscreti.
Enjoy capitalism, Srbija!
La dignità (lottare per)
» modern days | 15 luglio 2010, 20:22 | :: |
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PER DIECI ANNI, da quando fu firmato il trattato famoso, questa gente si è sentita dire che si stava costruendo an Ireland of equals, uguali diritii e dignità per tutti, condivisione dei poteri, ritiro dell’esercito e altre meraviglie. Salvo poi affacciarsi alla finestra e vedere sfilare gli stessi fascisti di sempre, protetti dalla stessa milizia settaria di sempre, con gli stessi vessilli di odio e segregazione di sempre. E allora non ci sono stati. Perché è vero che la rabbia cresce quando si intravede la speranza di migliorare la propria condizione, e se tale speranza si rivela un’illusione – o peggio una menzogna – la rabbia si infiamma. Lo insegnano le rivolte di ogni latitudine e di ogni tempo.
Nel filmaggio qua sotto: la comunita’ di Ardoyne (Belfast, Irlanda di Sopra) si ribella all’ennesima umiliazione dell’Ordine d’Orange, un gruppo di fascisti, bigotti e settari che ogni anno celebra una battaglia di quattrocento anni prima sfilando davanti alle case di quelli che crede essere gli eredi dei perdenti, per ricordare loro che, qualsiasi cosa ci sia scritto nei trattati, saranno sempre cittadini di serie B.
Altre informazioni
Crises of capitalism, animated
» modern days | 5 luglio 2010, 14:13 | :: |
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Le argomentazioni del video sono raccontate abbastanza fedelmente in italiano qua
(Come sarà che mentre le interpretazioni marxiste della crisi sono sempre più diffuse nel mondo anglosassone, da noi Marx si può nominare pubblicamente al massimo per scherzo?)
"Faremo girare The Pirate Bay dal Parlamento svedese"
» lo'tech | 4 luglio 2010, 11:24 | :: |
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Il Partito Pirata svedese annuncia che se alle prossime elezioni dovesse eleggere dei parlamentari – eventualità tutt’altro che remota – il primo atto di questi ultimi sarebbe trasferire i server di The Pirate Bay all’interno del Parlamento.
Dopo la rinuncia del vecchio provider – minacciato in maniera vagamente mafiosa dalle major di Hollywood – infatti il PP fornisce direttamente banda al motore di ricerca per torrent più resistente del mondo – agendo esso stesso da provider. Adesso però la provocazione punta dritto al cuore dello stato.
Il PP non è rappresentato nel parlamento di Stoccolma, ma il 7% raccolto alle europee lascia presagire che verosimilmente almeno un pirata siederà tra i banchi del Riksdag, dopo le elezioni del 19 settembre, per mettere in atto il piano.
Il Partito Migliore
» modern days | 26 giugno 2010, 22:21 | :: |
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Il signore nella foto è Jón Gnarr, il nuovo sindaco di Reykjavik, capitale dell’Islanda.
Jón Gnarr è un anarchico surrealista ed è stato eletto nella lista del Partito Migliore, un nuovo partito fondato pochi mesi fa da alcuni punk rocker islandesi per sottrarre il potere a coloro che hanno gettato il Paese sul lastrico.
Il Partito Migliore ha raccolto il 35% dei voti con un programma elettorale che comprendeva asciugamani gratutiti in tutte le piscine della città, un orso polare per lo zoo locale e una Disneyland all’aereoporto.
Il programma di lungo termine del Partito Migliore invece annovera l’impegno di eliminare la droga dal parlamento entro il 2020, di estromettere i corrotti dalla vita sociale e politica, di raggiungere la completa eguaglianza tra i sessi, garantire trasporti e servizi odontoiatrici gratuiti per gli studenti e i poveri e non pagare neanche un centesimo dei debiti che l’Islanda ha con le banche di tutta Europa.
Jón Gnarr ha delineato la nuova giunta comunale parlando dal tetto di un edificio di Reykjiavik (qui il servizio del telegiornale) e ha anche annunciato di non essere disposto ad ammettere in coalizione chi non abbia visto tutte e cinque le serie di The Wire.
Si è poi premurato di rassicurare i politici e gli osservatori sulla natura del partito. Nessuno deve preoccuparsi – ha detto – del Partito Migliore. Perché si tratta del partito migliore. Se così non fosse si chiamerebbe “Partito Peggiore”, o “Partito Pessimo” e noi non accetteremmo mai di lavorare con un partito del genere (http://nyti.ms/aIVQTp)




