afasici papuasia | where i got Lynn Greer i've got a place to go

where i got Lynn Greer i've got a place to go

» abbiamo visto | 28 November 2005, 04:43 | ::

A questo giro c’è pure un islandese. Inconfondibile con quei capelli svolazzanti biondi ai limiti dell’albino. Si chiama Jon, come DVD Jon, che però è norvegese. Ci sono un paio di negri enormi: il primo, grosso, brutto e cattivissimo col nome francese, Michel Morandais, perché nato a Guadalupa nelle indie occidentali, è uno di quelli che se non fosse stato bravo a pallacanestro sarebbe comunque stato un ottimo rioter. L’altro con la faccia del figlio di puttana da playground e un nome ancora più improponibile: Ansu Martin Sesay junior, da Greensboro, North Carolina.

Poi c’è Davorin Dalipagic, figlio d’arte, serbo di Belgrado, che però risulta sloveno, perché – evidentemente – a Lubiana il passaporto lo danno più facilmente agli sportivi famosi che non hanno mai messo piede in Slovenia, che ai poveri cristi che in Slovenia ci vivono da tutta la vita. Ma tanto si vede subito che Davorin è serbo, con quella faccia da schiaffi strafottente che hanno tutti i serbi con più di dodici anni. Un altro personaggio si chiama Valerio Spinelli, da Pozzuoli, il quale meriterà  un capitolo apposito.
E poi c’è lui, il signore nella foto, Lynn Greer da Filadelfia. Occupa il posto che era stato del fratello LaMarr (venticinque anni fa ci fu la prima grande esplosione nel consumo di crack, la droga della CIA, nei ghetti delle east coast, il che spiega i nomi dei fratelli Greer). E’ uno di quelli che non cambiano mai espressione: entra in campo con quella faccia indifferente e ne esce con la stessa, indipendentemente da quello che è successo in mezzo. I compagni si azzuffano, soffrono, sputano sangue in una battaglia vera e propria. Lui è impassibile e imperscrutabile. Prende diciassette falli contro, fa trentatrè punti in trenta minuti con 46 di valutazione. Quando sembra che le cose stiano precipitando, con gli altri che rimontano dodici punti in tre minuti e passano avanti, mentre i timpani stanno per esplodere per via di 5000 indemoniati che, risvegliatisi dal torpore medievale, ululano e gli fischiano contro, lui chiama i compagni intorno a se. Un nanerottolo di un metro e ottantaquattro per 77 chilogrammi di peso circondato da giganti di due metri e passa, li istruisce per pochi secondi sempre con la stessa espressione assorta. Parla, ma sembra che la bocca non si muova neanche. Poi prende il pallone e lo tiene, sfidando la bolgia e la difesa a tutto campo, fino alla fine dei 24”, mette la bomba, prende il fallo, segna i liberi. 4 punti in 20 secondi che salvano dal soffocamento almeno due-tre persone sugli spalti in apnea da diversi minuti. Senza una smorfia.
Quest’anno l’hanno fatta grossa. Hanno messo su una squadra di funamboli con un grande allenatore che adesso è al secondo posto e ha già  battuto due delle altre tre seconde. Non fa le cazzate dell’anno scorso, non va nel panico quando becca le rimonte, difende come si deve (almeno difende spesso come si deve) e ha pure una tifoseria che finalmente manda a fare in culo il primo che inizia a cantare O’ surdato ‘nnammurato. Ovviamente, appena i tifosi hanno superato il numero di quindici unità , ci sono state due scissioni e sono nati tre gruppi, ma questo, evidentemente, è nel DNA della città .
L’ improbabile corte dei miracoli transnazionale finisce la serata sotto la curva con Bo, Lynn, Ansu, Spinelli e Richard-Mason che salutano e mandano baci a gente che si chiama Gigino, Peppe, Totore e Antimo.
93-88 per noi. Per il quarto anno consecutivo c’ata fa’ ‘o bucchin’
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commenti

  1. lynn sei fantastico non ti dimenticheremo mai noi napoletani ti ammiriamo come nessun altro sei il nostro mito!!!!!

    — sam    23. January 2007, 01:16    #
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