diastema

» modern days | 19 dicembre 2006, 06:30 | Digg! | salva in del.icio.us | ::

Il diastema è un’interruzione, o uno spazio tra due denti. Il termine è comunemente utilizzato per descrivere un’intercapedine tra gli incisivi superiori. Il fenomeno ha luogo in presenza di una relazione non proporzionale tra le dimensioni dei denti e quelle della mascella

E’ stata una settimana molto dura.
Lunedì scorso la terribile scomparsa di Augusto Pinochet, sereno e nel suo letto. Uno dei più grandi pezzi di merda che la storia recente abbia conosciuto se ne è andato come un qualsiasi nonnetto, placido e un po’ demente.
Che l’inferno non gli sia lieve, come dice Gennaro Carotenuto.
Il mio amico Capa si è anche un po’ commosso, perché gli omoni grandi e cattivi sanno essere molto teneri (soprattutto quando invecchiano.. ;-)

I dentisti sono esseri spregevoli. E’ dura da accettare, ma è così.
Comunemente li si considera membri onorabili del consorzio civile, professionisti, persone a modino. Affidiamo loro le nostre fauci, lasciamo che ci infilino in gola dei macchinari improbabili e li paghiamo profumatamente per farlo, senza fattura.
Sostanzialmente il dentista è uno che a 18 anni non vuole cambiare il mondo, non vuole fare la rivoluzione, non ha sogni, non ha speranze, è uno che già in tenera età sogna solo di fare un sacco di soldi. Una montagna di soldi. E così si iscrive a odontoiatria, si rassegna a fare per tutta la vita un mestiere stupidissimo, a occuparsi del nero che si annida tra i denti altrui e di altre questioni dalle quali una persona di buon senso si terrebbe accuratamente alla larga. Poi si compra il SUV, poi va ai convegni alle Hawaii, si scopa le prostitute locali, e via discorrendo.

Non è certo un caso che questa gentaglia abbia elaborato raffinatissimi sistemi per “correggere” il diastema. Questi spregevoli esseri sub-umani non hanno la sensibilità, nè la materia celebrale necessaria per rendersi conto che il diastema è la cosa più meravigliosa che possa capitare a una donnina, tanto per fare un esempio.
DIASTEMA IS NOT A BUG, IT’S A FEATURE, direbbe richard stallman.

L’Uomo Giusto suole innamorarsi della donnina con diastema.
C’è qualcosa di imperscrutabilmente meraviglioso nel diastema, qualcosa di ignoto, di magico e terrificante. E risveglia nell’Uomo Probo qualcosa di terribile: quando vede un diastema egli si commuove, non trattiene le lacrime.
Si tratta di una reazione violenta e incontrollabile, difficile da spiegare, eccetto per il fatto che una manifestazione emotiva di tale violenza non può che avere origine in una fase molto primordiale dello sviluppo cognitivo.
E cioè io non me la so spiegare.

Sovente mi si fa notare che le femmine coi denti separati in quel modo hanno un che di decisamente infantile, tirando implicitamente in ballo la mia ben nota pedofilia latente.
In realtà, la celebre ricerca di Cunningham dimostra come nelle società occidentali i tratti comunemente considerati indice di bellezza nel volto femminile siano quelli tipicamente “bambineschi” (naso e mento piccoli, per esempio), il che indica che la bellezza femminile viene comunemente associata a qualità infantili.
Non c’è di che stupirsi, dato il maschilismo che millenni di società patriarcale hanno imposto eccetera eccetera eccetera;
maschilismo che nel nostro paese raggiunge delle vette meravigliose nella cultura popolare, emblematica, a mio giudizio, la canzone di un determinato mentecatto in voga un po’ di tempo fa. “lei non sa vedere al di là di quello che fa“, faceva.
La rappresentazione della tenerezza, della dolcezza, e pure dell’ammmore prevede sempre un esserino assolutamente stupido, dipendente e inabile a qualsiasi attività ritenuta “seria”, bisognoso delle cure di un amorevole maschio che se la prenda in collo e le faccia vedere al di là, le mostri tutta una serie di altre cose che ora non so perché ‘ste canzoni io alla fine le sento pure, ma poi non me le ricordo.

Il problema è che io temo che la mia passione per il diastema mi renda uomo del mio tempo, cioè mi metta allo stesso livello di quelli che si sentono la canzone del mentecatto e sognano una specie di mongoloide innamorata che li guardi sognante e dipenda da loro in tutto e per tutto.

E’ stata una settimana difficile. E ne è cominciata un’altra che sarà ancora più difficile.


( questo post costituisce un omaggio agli espedienti narrativi mal riusciti, all’odio di classe e al disagio psicologico )

commenti

  1. «L’amore della Jeune-Fille e del Bloom non è altro che un autismo in due»

    http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/291/8833914763.htm
    http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=115
    http://www.wema.com/art.asp?id=1384

    — jeunesse oblige    6. gennaio 2007, 23:43    #
  2. Guardava entrambi senza parlare, un leggero sorriso apriva le sue bellissime labbra etrusche e gli angoli rivolti all0insù e si vedevano i denti incisivi piccoli e divisi da una leggera fessura, agli angoli delle labbra due minuscole pieghe a virgola.

    (Goffredo Parise, “L’odore del sangue”)

    — fanny    9. gennaio 2007, 06:00    #
Nome
E-mail
http://
Messaggio